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Tra fede e passione, in memoria di Leopoldo Mastrangelo…

di LUCA BOFFA

Ieri sera si è tenuta presso la sede de “Il Villaggio di Esteban” la messa in suffragio di Leopoldo Mastrangelo celebrata da don Roberto Faccenda, prete molto popolare a Salerno come direttore della pastorale giovanile della nostra diocesi per volere del nostro vescovo Andrea Bellandi oltre ad essere il cappellano dell’U.S. Salernitana 1919.

Leopoldo per chi non lo sapesse è stato uno dei primi aspiranti giornalisti a metter piede nella nostra piccola grande redazione giornalistica che ha visto la luce nel 2013, si occupava di calcio e letteratura che erano quindi le sue passioni come materie su cui costruire e quindi scrivere articoli. Ci ha lasciato a soli 46 anni ma il suo ricordo rimarrà sempre nei nostri cuori e di chi gli ha voluto bene in vita. La messa è stata organizzata dal Centro Polifunzionale Tangram, dove pure Leopoldo era uno dei ragazzi che animava le attività.

Dopo questa messa abbiamo intervistato il mitico don Roberto Faccenda che ci ha spiegato che il personaggio al centro del suo libro “Armarsi con cinque ciottoli” ovvero, la storia di Davide, che è un personaggio della Bibbia che piace anche al sottoscritto autore di questo articolo e che può avere un messaggio morale valido ancora oggi a distanza di secoli, specie tra i giovani. Don Faccenda si è detto entusiasta di essere sacerdote ed essendo come già detto prima cappellano della Salernitana perché c’erano calciatori con bisogni religiosi e il nostro vescovo l’ha nominato per quel ruolo. Si è toccato anche il tema della passione e quindi delle proprie passioni personali che accomunano la fede religiosa e quella calcistica sempre a suo dire rispondendo alla cara Roberta Varsavia, mentre alla domanda di Sara Lepore ha raccontato i suoi inizi da prete e come è maturata la decisione di servire Dio.

Per finire l’evento di ieri a Il Villaggio di Esteban è stato un evento sospeso tra tristezza e allegria, vorrei non solo io ma insieme agli altri redattori di Paperboy ricordare il caro Leopoldo Mastrangelo come un collega ma soprattutto un caro amico che ha lavorato insieme a noi.

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