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Caivano: consegnò un proiettile a don Patriciello durante la messa, condannato 75enne

di ANTONIO ZITO

Tre anni di carcere per Vittorio De Luca, 75 anni, che il 28 settembre 2025 consegnò un proiettile avvolto nella carta a don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo a Caivano, in provincia di Napoli, mentre il sacerdote distribuiva l’Eucaristia.

De Luca si trova attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di stalking, aggravato dal metodo mafioso, anche in considerazione del suo legame di parentela con Domenico Ciccarelli, ritenuto un boss di Caivano, di cui è il suocero. La condanna è arrivata al termine di un processo particolarmente rapido, celebrato con rito ordinario.

L’avvocato dell’imputato, Roberto Gabriele Cerbo, ha preannunciato il ricorso in appello, contestando in particolare il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso. Il legale ha inoltre sottolineato che, secondo cinque precedenti perizie, De Luca sarebbe risultato incapace di intendere e di volere. Una successiva perizia, disposta dal tribunale nell’ambito del processo, sarebbe invece giunta a conclusioni opposte, incidendo in maniera determinante sull’esito del procedimento.

Di particolare rilievo anche le parole di don Maurizio Patriciello, che ha dichiarato di voler bene a De Luca, considerandolo in qualche modo vittima e prigioniero della parentela con il boss. Non sarebbe, tuttavia, la prima volta che il parroco di Caivano si trova a fare i conti con comportamenti da lui percepiti come intimidatori.

Una vicenda che riporta l’attenzione sulla difficile realtà di Caivano e sull’impegno di don Patriciello, da tempo in prima linea contro la criminalità e a sostegno della comunità locale.

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