di FRANCESCA CITRO
Cari lettori ormai mi conoscete da tempo e sapete che spesso mi sono battuta con la mia scrittura per i diritti delle persone diversamente abili appartenendo io stessa alla categoria.
Devo purtroppo dire che la società in cui viviamo quindi noi tutti perché, come mi piace ricordare spesso la società siamo noi, è molto indietro per quanto riguarda l’inclusione. Una delle categorie interessate è quella dei trasporti pubblici, infatti in questi non si trova la pedana per le carrozzine.
Molti posseggono la sedia a rotelle elettrica e quindi per loro è più facile spostarsi a piedi per piccole distanze ma cosa succede se non possono prendere la patente e devono percorrere lunghe distanze?
Personalmente non posseggo la sedia a rotelle elettrica quindi già vengo accompagnata perché anche nei percorsi brevi a volte le strade non rispettano le mie difficoltà ma se con l’accompagnatore volessi prendere i mezzi pubblici per percorrere lunghe distanze mi è impossibile farlo perché questi non sono dotati di passerella. Devo solo sperare che chi mi accompagna sia munito di patente perché, per altri motivi che non sto qui a spiegare, non posso prenderla io.
Quindi: io non posso prendere la patente e se il mio accompagnatore non l’avesse? Come percorrerei le lunghe distanze senza poter utilizzare i mezzi pubblici? È inutile dire che all’estero questo discorso non si sarebbe proprio aperto perché li si che si può parlare di inclusione a trecentosessanta gradi: i mezzi pubblici hanno la pedana e non solo.
Questo articolo vuole essere un modo per scuotere le coscienze di quanti avrebbero il potere di cambiare le cose e girano le spalle pensando magari solo ad illuminare la città.











