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“La prossima generazione di umani potrebbe innamorarsi dei robot umanoidi”

di Sara Lepore

Robot da compagnia, per dirla in breve. A confermarlo è stato Zhou Jian, fondatore e amministratore delegato di “Ubtech” al giornale cinese LatePost. La sua azienda ha appena aperto le prevendite per quello che definisce il “primo robot umanoide al mondo a grandezza naturale, ultra-bionico e progettato per la compagnia emotiva”.

Il lancio non è un episodio isolato. Arriva nello stesso momento in cui Pechino escogita un piano per portare oltre 10mila robot umanoidi in scenari commerciali entro la fine del 2026, promuove modelli di leasing e Robot-as-a-Service, alimenta dataset e centri di raccolta dati per l’embodied AI e accompagna verso la borsa aziende come Unitree, diventata uno dei simboli globali della robotica dinamica cinese. Allo stesso tempo, però, il governo di Pechino cerca di tenere sotto controllo e diretta supervisione lo sviluppo del settore, anche per il possibile impatto sull’occupazione.

Nel giro di pochi giorni, ci sono state oltre tremila prenotazioni. Il robot è disponibile in due versioni: una maschile alta 183 centimetri e dal peso di 42 chilogrammi, una femminile alta 168 centimetri per 35 chilogrammi. Entrambe le versioni sono personalizzabili e riservate ad acquirenti adulti. La prevendita richiede un deposito rimborsabile di 3.000 yuan (circa 380 euro), mentre il prezzo finale non è ancora stato ufficializzato. L’invecchiamento della popolazione, la diffusione della vita urbana individuale, la crescita dei servizi digitali personalizzati e l’abitudine a interagire con assistenti AI rendono sempre più plausibile un mercato per dispositivi “sociali”.

È una promessa commerciale, che apre un mercato ancora indefinito ma potenzialmente enorme, portando la robotica nella sfera dell’intimità e della simulazione relazionale. Su Weibo, diversi utenti hanno ironizzato sul fatto che tra 10, 20 anni “non serviranno più fidanzati o fidanzate”, mentre c’è anche chi ha definito i robot “inquietanti”, sollevando interrogativi sulla privacy e la gestione dei dati sensibili generati dalle interazioni domestiche.

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