di MARINELLA MARINO
Zhou Enlai (1898-1976) è stato un politico, rivoluzionario, generale e diplomatico cinese. Importante dirigente del Partito Comunista Cinese. Nel 1932 divenne commissario politico dell’Armata Rossa e partecipò alla Lunga Marcia guidata da Mao Zedong.
Nel 1949 fu nominato primo ministro della Repubblica Popolare Cinese e ricoprì tale carica fino alla morte. Fu tra i principali oppositori della “Rivoluzione culturale”, un movimento di denuncia e repressione guidato dalla cosiddetta “Banda dei Quattro” – quattro politici cinesi tra cui anche la moglie di Mao Zedong – che causò centinaia di migliaia di morti. Negli anni Sessanta, Zhou Enlai riuscì a impedire alle Guardie Rosse il saccheggio e la distruzione dei palazzi e siti di fondamentale importanza storica e archeologica, come il Palazzo Imperiale di Pechino. Abilissimo diplomatico, fu responsabile durante la guerra del Vietnam del ristabilimento delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e nel febbraio del 1972 organizzò l’accoglienza del presidente Richard Nixon in Cina. Incontrò Daisaku Ikeda il 5 dicembre 1974, circa un anno prima di morire.
Ikeda parla della sua figura e del loro incontro in molte proposte di pace, in particolare nella proposta per la riforma dell’ONU, e ne scrive anche nella serie Arcobaleni di speranza. Del loro incontro parla approfonditamente anche Minoru Harada, nell’intervista Tutto ebbe inizio da quella solenne promessa. Il testo più recente scritto su di lui è: Zhou Enlai. A Life, di Chen Jian, Harvard University Press, 2024.











