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 Giffoni Film Festival: la Quiet Room diventa una casa accogliente per bambini e ragazzi autistici

di ROBERTA VARSAVIA

Nei giorni scorsi, oltre alle tante interviste ad attori, artisti e sportivi eccellenti, vi abbiamo parlato anche di una stanza che è simbolo di inclusione. Si tratta della Quiet Room, allestita dal “Gruppo Asperger Campania”, che per il secondo anno consecutivo ha potuto beneficiare di uno spazio all’insegna della serenità e della tranquillità nell’ambito del Giffoni Film Festival. Un modo per consentire anche a ragazzi e bambini autistici di vivere la manifestazione senza controindicazioni. Con un messaggio sui social l’associazione ha raccontato altri bei momenti in compagnia di diversi ospiti della kermesse.

“Con il passare dei giorni ci siamo resi conto che era accaduto qualcosa di importante, non era più soltanto uno spazio di decompressone e accoglienza: era diventata un punto di riferimento, un luogo che i ragazzi cercano spontaneamente quando sentono il bisogno di fermarsi, di ritrovare equilibrio, un’emozione o semplicemente stare insieme per giocare”.

“Ed era bello vedere che anche gli ospiti del Giffoni Film Festival ormai la conoscevano per venirci a trovare in questo piccolo e grande spazio che costudiva grandi emozioni. In questi fantastici giorni erano arrivati sorrisi, strette di mano e abbracci con il campione Andrea Zorzi, ex pallavolista italiano, il Presidente dell’UNICEF Nicola Graziano, accompagnato dalla bravissima Ludovica Nasti, il grande attore Fabrizio Gifuni e lo scrittore Maurizio De Giovanni, ma quello che ha scaldato il cuore di tutti era stato lo chef Vincenzo Bardascino, che ha reso la giornata più dolce facendo assaggiare le sue specialità di cucina ai ragazzi perché anche con la condivisione di un sapore può diventare un modo per farsi sentire accolto e parte della comunit”à.

Era proprio questo il significato più profondo della Quiet Room: non un luogo separato dal Festival, ma uno spazio pienamente inserito dove artisti, istruzioni, sportivi e ragazzi si potevano incontrare senza barriere, quello di essere liberi di essere se stessi, in un mondo tutto loro.

P.s. Questa, forse, è una delle cose più belle che Giffoni continua a regalarci.

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