di Antonio Zito
La questione della Groenlandia continua a essere fonte di sorprese infatti Sky News ha rivelato che Donald Trump ha spedito una lettera al primo ministro della Norvegia in cui si lamenta per il mancato conferimento del premio Nobel per la pace e per l’adesione al gruppo di nazioni che hanno mandato soldati in Groenlandia a sua protezione. Sul primo punto egli oltre al rammarico afferma che anche se continuando a cercare la pace nelle sue politiche estere ora potrà pensare a ciò che è buono e giusto per gli USA e cioè proprio la Groenlandia. Oltre a ciò ha continuato che gli USA hanno fatto per la Nato più di tutti gli altri membri dell’alleanza ed è ora che la Nato faccia qualcosa per gli USA. La motivazione ufficiale è quindi quella di proteggere la Groenlandia dalle mire di Russia e Cina ma anche se non viene espressamente detto risulta che quel paese sia ricco nelle sue profondità di minerali rari , le così dette “terre rare”. Questo sfogo del Presidente americano è l’ultimo di una lunga serie che tengono in sospeso il mondo perché se facesse seriamente e d’altro canto pure gli europei ci sarebbero come minimo guerre commerciali. Tra quei paesi europei anche se esterni alla UE c’è la Gran Bretagna che è famosa per la sua fermezza come per le Falkland con la differenza che allora l’avversario era l’Argentina , e non una super potenza , anzi la maggiore. Si può forse sperare che sia forse possibile scambiare l’ombrello atomico degli USA con uno sfruttamento combinato di USA e UE del sottosuolo di quel paese. Quello che preoccupa è la poca opposizione interna alla sua politica estera negli USA, sembrerebbe che una maggioranza silenziosa lo appoggi, perché nonostante il potere del presidente Trump sia forte è pur sempre una democrazia.


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