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Mia Martini: ritratto di un’indimenticabile artista

di Alessia Trovato

Una voce intensa, graffiante, esprime tutta la grinta della sua amata terra. Domenica Adriana Rita Bertè, in arte Mia Martini, detta Mimì, nasce il 20 Settembre 1947 a Bagnara Calabra, da genitori insegnanti,  è la secondogenita di quattro sorelle, la prima si chiama Leda, Loredana la terza e l’ ultima Olivia. I primi passi nel mondo dello spettacolo li compie nel 1964, vincendo il festival di Bellaria, con la canzone “Come puoi farlo tu”.

Negli anni settanta si trasferisce a Roma, dove fonda un trio insieme alla sorella Loredana e Renato Fiacchini, diventerà Renato Zero, si guadagneranno da vivere esibendosi presso il sindacato dei cantanti e dei cantautori. Uno dei suoi primi produttori, che crederà in lei, sarà Alberigo Crocetta fondatore del famoso locale romano Piper, ritenendola  talentuosa, la spingerà ad esibirsi dal vivo, all’interno del locale, con un repertorio più adatto alla sua voce.

Una carriera emozionante ed entusiasmante, ma ricca di risvolti inaspettati, che prende corpo negli anni settanta, quando partecipa, vincendolo, al Festivalbar interpretando la canzone “Piccolo uomo”, vincendo anche l’anno successivo con il brano, scritto da Franco Califano, “Minuetto”. Il testo, rappresenta una suggestiva poesia in musica, in cui Califano, racconta, con particolare trasporto le ultime vicende sentimentali vissute  da Mimì, tutta la sua sofferenza e le sue emozioni, consacrandolo come un successo senza tempo.

Porta al successo molti altri brani come: Donna – Per amarti- La costruzione di un amore. Incontra il grande Charles Aznavour, con il quale proseguirà il suo sodalizio artistico, fino ad arrivare ad esibirsi sul palco dell’Olympia di Parigi. Un altro incontro importantissimo sarà quello con Ivano Fossati, con il quale intratterrà anche una relazione sentimentale, e inciderà l’album dal titolo Danza.

Negli anni successivi, subirà degli interventi alle corde vocali, ritornerà con un estensione vocale diversa. Partecipa al Festival di Sanremo, presentando un intenso brano, scritto da Ivano Fossati, “E non finisce mica il cielo”, non vincendo ma ottenendo il premio della critica, che dopo la sua morte, le verrà dedicato prendendo il suo nome.

Nel 1983, per via delle maldicenze, decide di ritirarsi dalle scene, si dedica alla lettura, alla poesia, rifugiandosi in Umbria, dove continuerà ad esibirsi anche nelle manifestazioni locali, si chiude in se stessa non credendo più nelle sue capacità, soprattutto perché i “cosiddetti amici” del mondo dello spettacolo, contribuiscono ad alimentare la teoria che lei porti sfortuna, facendola cadere in una profonda depressione.

“Spaccami il cuore” è il brano scritto da Paolo Conte, con il quale la casa discografica tenta di farla ritornare sul palco dell’Ariston, il testo viene scartato alle selezioni per accedere alla kermesse. Ci riproverà per la terza volta nel 1989, con la canzone “Almeno tu nell’universo”,  profondo ed intimo brano d’amore, con il quale si aggiudica per la seconda volta il premio della critica.

Torna, finalmente e meritatamente al successo, ottenendo grazie alla pubblicazione del suo album “Martini Mia”, dove è contenuto il brano “Donna”, testo scritto da Enzo Gragnaniello, nel quale si racconta  con delicatezza il tema della violenza psicologica  e fisica alle donne. “Donna”, sarà il brano con il quale vincerà il disco d’oro e la Targa Tenco, mentre il Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, nel corso dello stesso anno, in qualità di presidente del Premio Donna Roma , la proclamerà “interprete per eccellenza”.

Il suo percorso artistico, prosegue attraverso l’esperienza delle collaborazioni, tra cui ricordiamo l’interpretazione insieme al  grande Roberto Murolo, nella celebre e stupenda “Cu’ mmè” magistralmente eseguita da Enzo Gragnaniello.

Tanti i riconoscimenti che le verranno attribuiti, sia in Italia che all’estero, in Francia verrà paragonata ad Edith Piaf, per la sua grinta ed estensione vocale.

Inizia, un periodo in cui Mimì voleva rinnovarsi, portando avanti dei nuoNel 1992, con la canzone “Gli uomini non cambiano”, ottiene il secondo posto al festival di Sanremo, il brano era favorito sia dal pubblico che dalla critica, ma a vincere in quella edizione sarà Luca Barbarossa con il brano “Portami a ballare”. Grazie a questo secondo posto, parteciperà all’Eurofestival , in Svezia, dove si riappacificherà con la sorella dopo dieci anni di contrasti e silenzi; il sodalizio artistico con Loredana, riprende e le due si presenteranno per la prima volta insieme sul palco dell’ Ariston con il brano “Stiamo come stiamo”, non conquisterà il pubblico, ma la critica la definirà un brano splendido, che narra il disagio di quei tempi;

Inizia, un periodo in cui Mimì voleva rinnovarsi, portando avanti dei nuovi progetti e interpretare autori di cui era appassionata , Pino Daniele, Billy Holliday,  e molti altri; tra questi progetti vi era anche una collaborazione con la straordinaria Mina, la quale a pochi mesi dalla sua scomparsa, le dedicherà una sua versione di “Almeno tu nell’universo”.

Il 12 Maggio 1995, muore nel suo appartamento. Immensa Mimì.

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