di MARCELLO SAMMARCO
Domenica 1° novembre, allo stadio Arechi, è andata in scena la sfida tra Salernitana e Savoia, una partita che ha segnato il debutto sulla panchina granata del nuovo tecnico Vito Di Bari, chiamato a raccogliere l’eredità di Serse Cosmi, esonerato nel corso della settimana dopo la pesante sconfitta per 3-0 sul campo del Picerno.
Una decisione maturata anche alla luce di una squadra che, nelle ultime uscite, aveva dato la sensazione di non seguire più le indicazioni del proprio allenatore. Adesso si volta pagina e le speranze della tifoseria sono affidate a Di Bari, chiamato a restituire entusiasmo, gioco e soprattutto risultati a una Salernitana che non può più permettersi passi falsi.
Per il suo esordio, il nuovo allenatore ha scelto un semplice 4-4-2, probabilmente una soluzione iniziale in attesa di dare alla squadra un’identità più vicina alle sue idee tattiche, che in passato lo hanno portato a privilegiare il 4-3-3. Tra le note positive, il ritorno in campo di alcuni giocatori reduci da problemi fisici, come Aschik e Hainz, elementi che potranno offrire nuove alternative nelle prossime settimane.
Venendo alla partita, il Savoia ha dimostrato di essere un avversario tutt’altro che arrendevole, lottando su ogni pallone e mettendo in difficoltà i granata. Una gara combattuta, nella quale la Salernitana non è riuscita a imporre il proprio gioco e a trovare le soluzioni necessarie per portare a casa l’intera posta in palio.
Quando ormai il pareggio sembrava il risultato più probabile, gli ospiti sono riusciti a trovare il vantaggio a cinque minuti dal termine, gelando l’Arechi. La Salernitana, però, ha avuto il merito di non arrendersi e di continuare a cercare il pareggio, trovandolo al 90′ grazie a Facundo Lescano, freddo dal dischetto dopo un calcio di rigore assegnato per un netto fallo ai danni di Longobardi, entrato in campo al posto di Aschik.Un 1-1 che evita almeno la sconfitta, ma che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca. La Salernitana aveva l’obbligo di provare a vincere una partita alla propria portata e, invece, ha mostrato ancora una volta limiti e difficoltà che il cambio in panchina, da solo, non può certamente cancellare.
Per Di Bari il lavoro è appena cominciato. Serviranno tempo, intensità e nuove certezze tattiche, ma soprattutto servirà ritrovare una squadra capace di lottare e convincere. Perché la Salernitana non può accontentarsi di un pareggio casalingo: adesso sono i risultati a dover parlare.










