di FRANCESCO CITRO
La felicità nasce anche da ciò che pensiamo, la mente può cambiare il modo in cui viviamo ogni giorno.
Marco Aurelio, imperatore e filosofo storico, non invita ad ignorare i problemi o a fingere che tutto vada bene, suggerisce piuttosto che la nostra serenità dipende dal modo in cui giudichiamo ciò che ci accade a seconda delle parole, delle paure e delle interpretazioni con cui la riempiamo. Dobbiamo ricordare che non bisogna lasciarsi travolgere dall’insieme delle difficoltà ma osservare ciò che abbiamo avanti e chiederci quanto sia davvero impossibile da sopportare.
Il pensiero quindi, non cancella il dolore ma può impedirgli di occupare ogni spazio della nostra vita. Questo perché non tutto ciò che pensiamo è vero, definitivo o utile. La qualità di un pensiero non dipende dal fatto che sia allegro.
Si può riconoscere una difficoltà senza convincersi che sia eterna, possiamo affrontare ciò che avverrà un passo alla volta, attraversare le difficoltà senza aggiungere sofferenza inutile per modificare la posizione da cui la affrontiamo.
È un richiamo alla responsabilità interiore, una forma di equilibrio costruita ogni giorno scegliendo con maggiore attenzione quali pensieri ascoltare, quali mettere in discussione e quali lasciare andare.











