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Alisya e Sarah, dalla scomparsa al ritrovamento: la ricostruzione della vicenda

di FRANCESCA CITRO

Alisya e Sarah, il mistero delle sorelline scomparse in Abruzzo, la ricostruzione della vicenda. Le ragazzine di 16 e 12 anni si sarebbero allontanate da una casa famiglia isolata tra i boschi e si pensa che abbiano avuto un complice, intanto prima dell’allontanamento il tribunale di Cassino aveva revocato la patria potestà alla madre. Un allontanamento che resta avvolto nel mistero, un piano che sembrerebbe perfetto e che a distanza di giorni appare studiato nei minimi particolari.

Ripercorriamo il “caso”

Allontanarsi con abiti anonimi e senza cellulare: chi potrebbe averle aiutate e perché? Le ricerche sono state attivate dalla Prefettura e si estendono su tutto il territorio nazionale ma anche nelle aree del Basso Lazio tra Minturno, Scauri e Fondi località da cui provengono le due ragazze nella speranza di individuare elementi utili al loro ritrovamento.

Sono state eseguite una serie di perquisizioni sia all’interno della casa famiglia risultata sprovvista di telecamere di sorveglianza e allarme ma anche la stanza delle ragazze e l’abitazione della madre delle sorelle ma senza esito. Gli investigatori hanno ascoltato il fidanzato di Alisya, anche lui sedicenne che ha risposto a tutte le domande ma senza fornire elementi utili per le indagini. La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo contro ignoti per sottrazione di minori.

Secondo una prima ricostruzione dopo i dubbi della casa famiglia le ragazze si sono allontanate in una modalità ritenuta anomala dagli inquirenti infatti sono stati effettuati diversi interrogatori sulla dinamica dell’allontanamento e le minori si sarebbero rifiutate di trasferirsi dal padre. Appelli e lettere aperte per favorire il ritrovamento, intanto tra le ipotesi al vaglio compare anche quella di un possibile rapimento. È una notizia ancora in evoluzione ma la speranza è l’ultima a morire infatti le ragazze sono state ritrovate in buone condizioni di salute dai Carabinieri a Formia in provincia di Latina ed erano a casa di uno zio. Secondo quanto si apprende l’appartamento è vicino a quello della madre delle due ragazze.

I Carabinieri porteranno ora le due sorelle in una località protetta e verranno poi affidate ad una casa famiglia di Cassino. È stato disposto il fermo di tre persone: la mamma delle ragazzine, il nonno ed il compagno della donna. Quando una scomparsa coinvolge dei minori il ritorno non rappresenta solo la fine di una ricerca ma l’inizio di un percorso che richiede ascolto, rispetto e vicinanza. Il loro ritrovamento oltre che confermare l’importanza della collaborazione tra tutti, rappresenta la speranza di tutti coloro che ogni giorno affrontano il dramma delle persone care scomparse. Niente gialli o rapimenti ma una guerra familiare combattuta sulla pelle di due figlie e di cui quest’ultime sono anche le uniche vere vittime. Il procuratore ha subito chiarito che la vicenda non va letta come una normale storia criminale, questa è una storia di amore genitoriale malato, non è un amore disinteressato è stata data un’attenzione mediatica eccessiva poco dopo la vicenda altrettanto mediatica della famiglia nel bosco, le sorelline rischiano così di essere al centro dell’ennesima battaglia ideologica.

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