di Roberta Varsavia
C’è un robot che si chiama Ace e si allena con uno scopo ben preciso: diventare campione del mondo di ping-pong.
A svilupparlo sono stati i ricercatori della Sony Ai che, in nuovo studio pubblicato su Nature, hanno mostrato che questo robot, dotato di intelligenza artificiale, abbia affrontato alcuni atleti di alto livello tenendogli testa in partite disputate secondo le regole ufficiali del ping-pong. Un’impresa che rappresenta una vera e scoperta per il mondo della robotica, settore che da tempo considera questo sport tra i più tecnici al mondo, come una delle prove più difficili per valutare i progressi tecnologici.
Sebbene siano stati già sviluppati sistemi di intelligenza artificiale che, tramite l’apprendimento automatico, sono in grado di vincere competizioni virtuali in videogiochi, le sfide nel mondo reale per questi sistemi sono molto più difficili.
Un robot deve percepire cambiamenti imprevedibili nell’ambiente esterno, interpretarne il significato, decidere come reagire, il tutto in pochissimo tempo, ed è proprio quello che è riuscito a fare Ace.
Ace non è un semplice robot, infatti, è composto da tre parti principali: è dotato di un sistema di percezione che gli permette di rilevare la rotazione della pallina e modificarne il rimbalzo e la traiettoria, di un sistema di intelligenza artificiale che può prendere decisioni in tempo reale e infine ha un hardware robotico ad alta velocità grazie al suo braccio robotico a otto articolazioni, estremamente agile, in grado di prendere decisioni precise e rapide su dove e come posizionare la racchetta.
I ricercatori per mettere alla prova Ace lo hanno fatto competere con 5 giocatori di alto livello, ottenendo 3 vittorie su 5 partite. Contro 2 giocatori professionisti del campionato giapponese, Minami Ando e Kakeru Sone, invece, la sua abilità non è stata tanto efficace: Ace ha vinto solo una partita su 7. Il robot ha dimostrato la sua forza non tanto colpendo più forte, ma grazie alla sua capacità di controllo riuscendo a respingere con successo il 75% delle palline.
“Questa ricerca ha dimostrato che un robot autonomo può effettivamente vincere in una competizione sportiva, eguagliando le capacità degli esseri umani”, ha commentato Peter Durr, responsabile del progetto.











