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La realtà virtuale applicata in medicina

di Marinella Marino

La realtà virtuale (virtual reality) in medicina è una tecnologia immersiva che simula ambienti 3D per formazione, chirurgia, riabilitazione e terapia psicologica migliorando precisione clinica e cura del paziente. Utilizzata con visori e sensori, riduce ansia e dolore, facilita la pianificazione chirurgica e riabilita funzioni motorie/cognitive in contesti sicuri. Le principali applicazioni della realtà virtuale in medicina sono: chirurgia e formazione, consente ai chirurghi di pianificare interventi complessi su modelli 3D specifici del paziente e permette di simulare interventi chirurgici riducendo i rischi e i tempi di apprendimento.

Riabilitazione motoria e cognitiva: utilizzata per pazienti colpiti da ictus cerebrale, traumi o malattie neurodegenerative, la realtà virtuale stimola il recupero tramite esercizi interattivi in ambienti virtuali, spesso integrando feedback sensoriali.

Psicoterapia e salute mentale: attraverso la ‘’terapia di esposizione’’, la virtual reality tratta fobie, ansia, disturbo post traumatico da stress, dipendenze e disturbi alimentari, esponendo il paziente a situazioni controllate.

Gestione del dolore e sedazione: indossare visori VR riduce l’ansia e il dolore perceepito in pazienti pediatrici, durante medicazioni o nel post operatorio, funzionando come una forma di sedazione non farmacologica.

Radiologia e Pianificazione: permette di esplorare dati radiologici in 3D per una diagnosi più precisa e per guidare procedure interventistiche. Ci sono dei vantaggi chiave come: ambienti sicuri, simulazioni di emergenze o interventi chirurgici senza rischi reali, riduzione dei costi, minore necessità di attrezzature fisiche costose per la formazione, maggiore coinvolgimento: aumenta la motivazione del paziente nella riabilitazione. Il mercato della VR in sanità è in forte crescita, come investimenti significativi anche in Italia grazie al PNRR.

 

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