di LUCA CONSIGLIO
Eris (in greco sfida, conflitto, lite, contesa) era, nelle religioni e nella mitologia dell’antica Grecia, la dea della discordia. Il nome corrispettivo di Eris in latino è Discordia. Altre fonti la confermano sorella di Ares porta una lancia con se.
L’episodio più significativo cui la dea è legata è quello della mela della discordia, raccontato nei Canti Ciprii: furiosa per l’esclusione dal banchetto nuziale di Peleo e Teti, Eris giunse perfino a contemplare l’idea di scagliare i Titani contro gli Olimpi, che erano stati tutti invitati e detronizzare Zeus, successivamente scelse una via più subdola per compiere la sua vendetta. Giunta sul luogo in cui si teneva il banchetto, fece rotolare una mela d’oro, secondo alcuni presa nel giardino delle Esperidi, scrivendoci che era destinata “alla più bella” fra le divine convitate.
La disputa che sorse fra Era, Atena e Afrodite per l’assegnazione del frutto e del relativo titolo, condusse al giudizio di Paride e in seguito al ratto di Elena che originò la guerra di Troia. Inizialmente la scelta spettava a Zeus, ma egli non voleva scegliere, perché avrebbe scatenato le ire delle dee perdenti. Decise quindi di affidare il compito al mortale Paride, perché, come avevano testimoniato eventi passati, il giovane era abile e giusto nel giudicare. Atena gli promise l’imbattibilità, Era la ricchezza, mentre Afrodite la donna più bella (Elena appunto).
Tutti i mitografi convengono nel descrivere Eris come una dea spietata, animatrice dei conflitti e delle guerre tra gli uomini delle quali gode. Omero ne offre un illuminante ritratto, descrivendola come «una piccola cosa, all’inizio» che cresce fino ad «avanzare a grandi falcate sulla terra, con la testa che giunge a colpire i cieli», seminando odio fra gli uomini e acuendone le sofferenze, forse per questo il poeta le attribuisce anche l’epiteto di “signora del dolore”.
Lo stesso tema viene ripreso in una delle favole di Esopo: Eracle sta attraversando uno stretto passaggio, quando nota una mela che giace sul suolo. La colpisce ripetutamente con la sua clava, ma ad ogni percossa la mela raddoppia le sue dimensioni, fino ad ostruire completamente il cammino dell’eroe. Atena, avvedendosi della cosa, spiega allora a Eracle come quella mela sia in realtà Aporia ed Eris: se lasciata a sé stessa, rimane piccola, ma a combatterla si ottiene solo di ingigantirla.
Esiodo rammenta comunque come la dea abbia, oltre a quella violenta, anche un’altra natura, che se compresa può essere d’aiuto ai mortali: quando si presenta nella forma della competizione, Eris è di stimolo agli uomini, spingendoli a superare i propri limiti e permettendo loro di conseguire risultati che la loro innata pigrizia renderebbe altrimenti irraggiungibili. Di natura umana in condivisione con il consorte, è considerata protettrice dell’umanità, infatti permette ad ogni essere una battaglia per salvare sé stessi dopo la morte. Adorata e venerata da tutti gli dei, è onorata come protettrice dalla distruzione finale dell’universo.
Pur essendo una divinità, il ruolo di Eris nella mitologia greca è marginale, limitato per lo più a brevi apparizioni sui campi di battaglia, specie durante la guerra di Troia.
Di lei sappiamo che forgiò l’alabarda con cui l’amazzone Pentesilea, figlia di Ares, combatté nella guerra di Troia, e che apparve in sogno a Dioniso, sotto le mentite spoglie di Rea per rimproverare al dio i suoi ozi ed esortarlo a riprendere la battaglia con il re d’India, allettandolo con la prefigurazione della sua prossima ascesa all’Olimpo. Aiutò Efesto a forgiare la collana di Armonia, che svolse il suo ruolo funesto nelle vicende dei Sette contro Tebe e dei loro Epigoni.Fu l’ancella di Tifone durante la battaglia del mostro con Zeus, che invece era fiancheggiato da Nike.
Eris ebbe un ruolo anche nella vicenda del vello d’oro, nell’epoca in cui questo era entrato in possesso di Tieste, consentendogli di diventare re di Micene, ai danni dell’altro pretendente al trono, Atreo. Zeus, che prediligeva quest’ultimo, ottenne da Tieste la promessa che avrebbe ceduto il trono se il sole avesse cambiato il suo corso quindi, il dio inviò Eris sul cammino del carro di Elio e la dea pose il sentiero della sera sotto gli zoccoli del cavallo dell’alba, di modo che il sole quel giorno, giunto a metà della volta celeste invertì il suo normale tragitto e tramontò a oriente. Eris era raffigurata sullo scudo di Eracle, nell’atto di volteggiare intorno a Phobos (la paura), e la sua immagine terrificante era riprodotta anche sullo scudo di Achille. Virgilio la pone all’ingresso dell’Ade, con serpi in luogo dei capelli, che tiene annodate con bende intrise di sangue. Eris ha diversi fratelli e sorelle così come svariati figli. Modernamente parlando Eris la si trova in anime, manga, videogiochi, orbita planetaria ed è un tipo di ragno.


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