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SPORT PARALIMPICI: Vittoria e sorrisi, il grande ritorno di Bebe Vio

di FRANCESCA CITRO & GRAZIANO CONCILIO

Bebe Vio è nata a Venezia ma cresciuta a Mogliano Veneto è seconda di tre fratelli e pratica scherma dall’età di 5 anni e mezzo. Il 20 novembre 2008, all’età di 11 anni è colpita da una meningite che le causa un’estesa infezione tanto da costringerla poi all’amputazione degli arti ed alla successiva riabilitazione motoria. Da allora è apparsa come testimonial in molti programmi televisivi per diffondere la conoscenza della scherma in sedia a rotelle e dello sport paralimpico in generale.

Dopo il successo di Tokyo 2020, ha dovuto sottoporsi ad altri interventi e quindi una pausa forzata, finalmente è ritornata in gara per la coppa del mondo paralimpica da Pisa avendo come obiettivo Parigi 2024 con l’ostinazione, il coraggio, il desiderio di sognare e la forza di trasformare in realtà i propri desideri oggi intrisi di quell’emozione che può caratterizzare solo un’ennesima ripartenza. In terra toscana, negli scorsi giorni ha conquistato il successo nella tappa italiana della Coppa del Mondo di scherma paralimpica. A 566 giorni di distanza dalle magiche notti dei Giochi di Tokyo, la fuoriclasse azzurra è rientrata in gara alla sua maniera, vincendo e dominando la gara di fioretto femminile categoria B.

Questa sensazione è strana ma bellissima perché da un lato stressa ma dall’altro spinge a dare il massimo. Si sente la tensione che sale, il corpo che comincia a fremere, la testa che ormai è focalizzata solo sulla gara con il cuore che presto batterà di nuovo all’impazzata. È arrivato il momento di avere nuovi obiettivi e per questo tutta la squadra azzurra è stata pronta a sostenerla, così come il team della sua associazione art4sport, che si impegna attivamente nella pratica dello sport per ragazzi diversamente abili, specie per quanto riguarda la realtà delle protesi sportive e degli ausili sportivi per ragazzi con amputazioni.

Bebe è tornata alla sua maniera, vincendo. E’ tornata come prima se non più forte dopo più di tre anni di assenza dalle gare affermando che le è mancata tanto la famiglia che si crea con la squadra e questo è importante perché ti da sostegno in un momento che naturalmente porta con se anche un po’ di paura in quanto arrivare a partecipare a questo genere di gare non è semplice, ci si arriva con tante difficoltà e con l’aiuto di tutta la squadra, degli amici, dei tifosi che danno tanta forza e tanto affetto.

Sapete che spesso abbiamo parlato di inclusione dei diversamente abili in società: bene, quale esempio migliore d’inclusione ma anche di coraggio e forza se non quello della campionessa paralimpica di scherma in sedia a rotelle Bebe Vio. L’obiettivo infatti è proprio quello come sempre di promuovere l’inclusione ma in questo caso soprattutto dare l’esempio e la forza a chi spesso pensa di non farcela, in più abbiamo sempre la speranza di scuotere le coscienze di quanti fingono ancora di non sentire e vedere le esigenze dei diversamente abili credendo che nella vita non abbiano obiettivi e che non siano capaci di dare forza, coraggio e amore perché è proprio il contrario: spesso e volentieri ne danno tanto ma tanto di più.

 

fonte foto: BIZZI / FEDERSCHERMA
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