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Una protesta pacifica per dire no alla chiusura dell’ospedale Cutroni Zodda

di Alessia Trovato

Uno striscione campeggia all’inizio di una manifestazione, sorretto dal popolo, per difendere il diritto alla salute di ogni cittadino. Un corteo partito da Piazza Duomo, alle ore 9.30 di questa mattina, la piazza centrale della città di Barcellona Pozzo di Gotto, per protestare contro la chiusura dell’ospedale barcellonese, il Cutroni Zodda.

Barcellona, appartenente alla Città Metropolitana  di Messina, è il più grande comune dell’intera provincia, con circa 42.000 abitanti che, sommati a tutti i cittadini che popolano i comuni del distretto, raggiungono quasi 100.000 unità. E’  questo il motivo fondante  per cui il comitato cittadino, unitamente ai sindaci delle località limitrofe, non accetta che il nosocomio chiuda i battenti o venga relegato a serbatoio di personale in favore degli altri presidi dell’Asp di Messina.

Oppure, così come sta accadendo, alla sola funzione di pronto soccorso dalle ore 8.00 alle ore 20.00, ai malati di covid. Tutto ciò a discapito di chi è affetto da altre patologie, più o meno gravi, costretto a rivolgersi al nosocomio della vicina Milazzo, ormai ridotto al collasso. Chi purtroppo non è in condizioni di sostenere determinate spese, e spostarsi per raggiungere altri nosocomi attrezzati e funzionanti, può solamente rassegnarsi ed evitare di curarsi.

Indignazione da parte dell’intero comitato cittadino che rivendica il diritto alla salute, così come è riportato nella Costituzione che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Accanto  al Comitato Cittadino, presenti alcuni rappresentanti delle istituzioni: l’onorevole Ella Bucalo, deputata nazionale ed i deputati regionali, onorevoli  Galluzzo e Leanza. Insieme al sindaco di Barcellona, Pinuccio Calabro’, hanno sfilato tutti i sindaci del Distretto, una rappresentanza sindacale ed elemento fondamentale la presenza di tantissimi giovani  accompagnati dai loro docenti e genitori.

L’appello del primo cittadino, inviato qualche giorno fa in un comunicato alla cittadinanza: “ Hanno condannato a morte un innocente, difendiamo il nostro ospedale”,  è servito a scuotere le coscienze delle centinaia di persone presenti e che purtroppo non hanno altra opportunità  se non protestare pacificamente.

La manifestazione di oggi, è stata solamente un punto d’inizio di un lungo percorso. Qualora nei prossimi dieci giorni, non dovesse accadere nulla, l’intera città si recherà dal presidente della Regione, Schifani, al quale è stata chiesta l’attenzione che finora il nostro ospedale non ha ricevuto.

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