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Il fascino della cultura orientale, alla scoperta degli Origami…

di ALESSIA TROVATO

Il Giappone è una nazione che pullula di storia, percorsi affascinanti per effettuare un viaggio a tratti anche interiore.

Una delle arti più rappresentative del suddetto luogo che racconta gli usi ed i costumi del popolo nipponico: gli Origami.

Prima di spiegare cosa sono e quanti oggetti possono essere realizzati, dobbiamo partire dal significato etimologico del vocabolo.
Per origami si intende Ori=piegare Gami=carta ossia: piegare la carta.

Si presuppone che l’origine di questa arte sia riconducibile al IX secolo d.C., poiché nel corso di alcune cerimonie nei templi shintoisti, essendo la carta considerata un materiale sacro, simbolo della presenza Divina, comparvero le cosiddette go-hey: strisce di carta ritagliate a zig-zag, congiunte da un filo, utilizzate per perimetrare le aree sacre.

Durante le cerimonie nuziali come segno ben augurante, si usava ed anche in epoca odierna ed è tradizione appendere delle farfalle di carta, compito riservato ai parenti stretti, ai calici pieni di sakè (bevanda alcolica tradizionale giapponese, ottenuta dalla fermentazione del riso-acqua e spore koji). Un altro metodo con cui si utilizza questo materiale è il confezionamento delle erbe medicinali che non perdono la loro efficacia e consistenza.

In Europa, questa corrente artistica, comparve grazie ad un prestigiatore giapponese, nel 1860, che realizzò una gru di carta la quale muoveva magicamente la testa, tirando la coda, incantò il pubblico presente e da quel momento l’origami entrò a far parte anche della cultura occidentale.

Inizialmente non fu un argomento che desto’ molta curiosità da essere considerato degno di approfondimento. Sino a quando il pedagogo tedesco Froebel, riconobbe grandi proprietà educative per la crescita dei bambini. Per il filosofo, unire la manualità con la creatività, in questo caso, creare con la carta tutto ciò che la fantasia e l’immaginazione di un bambino, può essere realizzato, appartiene alla creatività infantile, sviluppando le proprie potenzialità.

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