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RITRATTI: Dacia Maraini, un simbolo per le nuove generazioni

di ALESSIA TROVATO

Scrittrice, sceneggiatrice, saggista, un’eccellenza della letteratura italiana contemporanea, Dacia Maraini nasce a Fiesole nel 1936, dal padre Fosco e dalla madre principessa palermitana Topazia Alliata.

Dopo essersi trasferita in Giappone, la scrittrice conosce l’orrore, insieme alla sua famiglia, di un campo di concentramento, rientrata in Italia la famiglia si trasferisce in Sicilia. La scrittrice vive tutta l’adolescenza nell’isola definita perla del mediterraneo, ed il legame con questa terra trasparirà dalle parole del suo capolavoro “ Bagheria”, scritto nel 1993, romanzo autobiografico che narra la storia della sua permanenza nella villa dei nonni materni, dove descrive le stanze piene di ritratti tra cui quello di una nobildonna del 700 “Marianna” la quale è la protagonista di uno dei suoi romanzi più rappresentativi, “La lunga vita di Marianna Ucria”, vincitore del “premio Campiello” nel 1990.

Nel 1954, si trasferisce a Roma dal padre, si sposa e dopo poco tempo il suo matrimonio finisce. Intraprende una relazione con la scrittore Alberto Moravia, che durerà per 16 anni, ed è in questo periodo che conosce scrittori del calibro di Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante e tanti altri.

La passione per la scrittura, trasmessagli dal padre, la porterà a scrivere il suo romanzo di esordio, che sarà pubblicato nel 1962 con il titolo” La vacanza”, dove racconta in maniera limpida e chiara la storia di Anna, giovane quattordicenne che scappa dal collegio dove vive, e cerca di scoprire la sua sessualità interagendo con il sesso maschile attraverso esperienze sessuali senza provare alcun tipo di emozione; chiedendosi se quello rappresentasse l’amore reale, l’unica sensazione che la pervade è un senso di vuoto.

Con astuzia e maestria, nel 1963 pubblica il suo secondo romanzo dal titolo “L’età del malessere“, ambientato negli anni ’50 dopo la fine del secondo conflitto mondiale, periodo ricordato come uno dei migliori della nostra storia, in realtà la protagonista Enrica vive un’esistenza contrassegnata da stenti che la conducono a farsi abbindolare da uomini senza scrupoli che approfittano della sua fragilità, costringendola anche ad abortire ed a ritrovarsi in un malessere oltre che economico anche esistenziale, che la porterà a cedersi senza porsi troppe domande e senza appagare i propri desideri.

Tra i tanti romanzi , una vicenda appassionante il testo “Memorie di una ladra” che Dacia Maraini scrive dopo un inchiesta giornalistica sulla condizione delle case circondariali in Italia. Narra la storia di una donna che vive una vita al limite della legalità, ha una sua morale, conosce la realtà carceraria essendo stata arrestata molte volte per svariati reati legati a truffe e rapine, ma che non accetta di prostituirsi neanche quando si ritrova senza sostentamenti di nessun tipo e senza neanche l’aiuto del figlio il quale non vuole avere alcun rapporto con lei a causa del suo vissuto.

Con eleganza, raffinatezza e una dose di autoironia, i personaggi descritti dalla Maraini si ispirano alla vita reale, destando nel lettore curiosità ed intrigo al contempo. Un viaggio introspettivo in cui l’autrice si racconta narrando le sue fragilità, come nel libro scritto nel 2018 “ Corpo Felice”, testo autobiografico che racconta la sua storia, le difficoltà delle donne ed anche il suo desiderio incessante di diventare mamma, desiderio mai realizzato, ma fortemente voluto tanto da chiamare Perdu, il bambino perso durante la sua unica gravidanza, e da immaginare come sarebbe stato rapportarsi con lui e le sue problematiche adolescenziali nel corso degli anni.

Tra il 1963 ed il 2020 scrive una quantità infinita di romanzi, saggi teatrali, poesie, racconti per bambini , sceneggiature per film e tra questi si cimenta anche come regista nel film “L’amore coniugale” del 1970. Tutto ciò la consacra al grande pubblico e le vengono riconosciuti più di 50 premi nel corso della sua brillante carriera, l’ultimo nel 2020 consegnatole è il Premio Letterario Internazionale Viareggio Répaci alla carriera.

Dacia Maraini, una donna simbolo per le nuove generazioni.

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