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Nuovo DPCM: tutte le proposte per il post Epifania

di ALESSIA FUCCIA

La Befana non sarà per gli italiani il giorno della liberazione da divieti e restrizioni. Al termine di una lunga giornata scandita da riunioni politiche e tecniche il governo decide di varare nuove misure per contenere i contagi da Covid-19.

Si lavora per decidere su un calendario delle nuove chiusure dal 7 al 15 Gennaio; alla mezzanotte dell’Epifania è scaduto il Decreto Natale. La curva epidemiologica in salita e l’Rt che in alcune regioni continua a crescere ha reso opportuno modificare subito i colori delle fasce gialle, arancioni e rosse. Con una ulteriore novità: dal 15 Gennaio sarà probabilmente introdotta una zona bianca; consentirà di far ripartire tutte le attività: palestre, cinema e teatri. Per i confini, tra le misure che si stanno valutando c’è la proroga del divieto di spostamento tra regioni, anche se si trovano in fascia gialla; per parenti e amici il governo potrebbe lasciare la possibilità a due persone di effettuare visite a parenti e amici, la regola sarebbe uguale a quella applicata durante le festività natalizie.

Per il coprifuoco si sta valutando l’anticipo dalle 22 alle 20. L’ipotesi della zona bianca permetterebbe la riapertura dei luoghi della cultura: musei, teatri, sale da concerto e cinema; i bar e i ristoranti lavorerebbero senza limiti di orari e anche piscine e palestre tornerebbero a funzionare a pieno ritmo. Sempre però mantenendo le regole base di contenimento come mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento.

Dall’8 gennaio è partito il monitoraggio settimanale in base al quale il ministro Speranza assegnerà a ogni regione la fascia di rischio. Il 9 e 10 Gennaio tutta Italia sarà arancione, ci si potrà spostare liberamente all’interno del proprio Comune, ma sono chiusi bar e ristoranti mentre i negozi saranno aperti e i centri commerciali dovranno tenere le saracinesche abbassate; i parrucchieri e i centri estetici saranno aperti. Dall’11 al 15 Gennaio ritorna la divisione per fasce e dunque ogni regione seguirà le regole previste dalla fascia in cui si trova sulla base delle valutazioni dell’Istituto superiore di sanità.

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