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Coronavirus: tassista nominato Cavaliere della Repubblica

di MATTEO VICINANZA

Un tassista romano di nome Alessandro Bellantoni, una persona come tante alla fine del mese di aprile si è armato di documenti ed autocertificazioni ed è partito per un lungo viaggio a bordo del suo taxi nel bel mezzo dell’emergenza del corona virus percorrendo 1300 chilometri tra Roma e Vibo Valentia andata e ritorno. Sul sedile posteriore del suo taxi è salita una bambina di 3 anni, una piccola paziente oncologica che doveva essere trasportata urgentemente all’ospedale Bambin Gesù per essere visitata con urgenza, ma non avendo nessun mezzo e nessuna persona che avrebbe potuto accompagnarla visto che l’emergenza del corona virus aveva diviso in due pezzi sia il Nord Italia che il Sud Italia, ad accompagnare la bambina ci ha pensato proprio Alessandro che ha fatto salire a bordo del suo taxi la bambina accompagnandola e riportandola a casa dopo la visita. Arrivato il momento che la mamma della bambina avrebbe dovuto pagare il viaggio ad Alessandro, lui le ha risposto di no e non ha chiesto nessun pagamento perché il viaggio lo ha voluto offrire lui. Un grande gesto tanto bello e carico di generosità che ha consentito ad Alessandro di ricevere l’onorificenza di cavaliere della Repubblica dalle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lo ha inserito nell’elenco degli eroi di questa pandemia. Ma Alessandro oltre ad essere un eroe è anche un uomo che conosce bene il senso profondo della parola “Solidarietà” in un paese come l’Italia che per troppe volte ha dimenticato il significato di questa importante parola a volte dimentica e poco utilizzata. Alessandro è una persona di quelle che è riuscito a ricucire un paese nel momento in cui questo paese era ferito, come lo hanno fatto i medici e gli infermieri che si sono messi a disposizione del paese per aiutarlo ad uscire da questa brutta pandemia causata dal corona virus. Questa storia non è una storia che parla di calcio ma è una storia che parla di una bambina di 3 anni e del suo angelo custode. Sapere che in Italia esistono persone umili e generose come Alessandro Bellantoni non può che farci sentire orgogliosi.

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