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“I can’t breathe”, anche Salerno contro il razzismo

di MARINELLA MARINO

“I can’t breathe”, “non posso respirare”. Un grido di dolore che va oltre i confini. La spiaggia di Santa Teresa, a Salerno, si fa portavoce, si illumina per fare luce sul problema delle discriminazioni razziali dopo la morte per mano di un poliziotto dell’afroamericano George Floyd.

La Z.O. Rugby Popolare Salerno ha promosso questa iniziativa di illuminare la spiaggia di Santa Teresa per accogliere il grido pregno di dolore, forte, che va oltre i confini della propria terra. Il valore che si da all’essere umano non deve essere soggetto a svalutazione in base al colore della propria pelle. La violenza e’ deplorevole in ogni sua forma, e anche da Salerno arriva forte l’urlo, contro ogni forma di discriminazione razziale, con la frase usata da Floyd prima di morire, appunto, I can’t breathe, io non posso respirare. Un grido disperato che ora è diventato un motto di battaglia contro ogni forma di razzismo. 

“Una solidarietà collettiva e condivisa, suggellata da un applauso spontaneo partito dalle persone presenti sulla spiaggia di Santa Teresa, molte delle quali hanno contribuito alla realizzazione della scritta”, si legge nel post che accompagna la fotografia.

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