di Roberta Varsavia
Reverso, il nuovo wine bar aperto a Milano in via Savona, prova a ripensare l’esperienza della degustazione attraverso strumenti digitali, analisi delle preferenze e intelligenza artificiale. Se per decenni l’innovazione nel settore si è concentrata soprattutto sulla produzione – viticultura di precisione, monitoraggio climatico, automazione in cantina, tracciabilità- molto meno si è discusso di come la tecnologia possa trasformare il momento del consumo. L’idea nasce durante un soggiorno a Londra a contatto con il modello degli smart wine dispenser, sistemi che consentono non solo di servire il vino al calice in condizioni ottimali, ma anche di raccogliere informazioni utili sulle scelte dei consumatori. Da quella scoperta prende forma un progetto, il cui risultato è The Wine Society, startup innovativa che ha dato vita a Reverso e che si classifica al primo posto nella sedicesima edizione del Bando Incubatore d’Impresa “Dall’Idea all’Impresa”, promosso dalla Camera di Commercio di Como- Lecco in collaborazione con Como NExT Innovation Hub. Un riconoscimento che testimonia come il progetto sia stato valutato non soltanto come iniziativa nel settore dell’hospitality, ma come modello imprenditoriale ad alto contenuto innovativo.
L’elemento che distingue Reverso dal tradizionale wine bar è la presenza di cento vini contemporaneamente disponibili al calice attraverso una rete dispenser intelligenti che consente di degustare etichette molto diverse tra loro scegliendo tra tre formati: assaggio da 25 millilitri, calice da 75 millilitri o calice da 125 millilitri, tuttavia, non serve soltanto erogare il vino, ogni degustazione infatti, viene effettuata tramite wine card. Le etichette assaggiate, i vini selezionati e le indicazioni fornite dall’utente diventano informazioni che permettono al sistema di comprendere meglio gusti e inclinazioni personali. È questo il principio che i fondatori definiscono un approccio “bottom-up”: il cercare di ascoltare il consumatore e adattare progressivamente l’esperienza alle sue preferenze.
Oltre alle schede tecniche a ai contenuti multimediali dedicati alle singole etichette, la piattaforma integra un sommelier virtuale basato sull’intelligenza artificiale, infine, i sommelier presenti in sala continuano a essere consulenti e narratori dell’esperienza, interpretando le esigenze degli ospiti e costruendo percorsi di degustazioni su misura. La tecnologia opera quindi come complemento e non come sostituzione delle competenze professionali.











