di Roberta Varsavia
Francis Picabia torna a Roma. Nelle storiche sale di Villa Medici verrà esposto per un periodo di tre mesi il “Paesaggio”, un dipinto del 1909 presentato in contemporanea con la mostra Picabia. Aprire le porte della notte, in programma al Palazzo Reale di Milano. Così dopo “Il limone” di Edoudart Manet, esposto nel 2024 nella Camera degli Elementi, grazie all’eccezionale prestito del musée d’Orsay, in occasione del 150°aniversario dell’impressionismo, questo autunno l’Accademia di Francia a Roma raccoglierà l’opera del celebre artista, su invito di Anne Berest Picabia, scrittrice, nipote dell’ artista e curatrice della grande retrospettiva milanese.
Pittore e poeta formatosi all’Ecole des Arts Decoratifis di Parigi, è una delle figure artistiche più poliedriche dell’inizio del XX secolo. Nel corso della sua vita ha attraversato le principali correnti della sua epoca, senza mai lasciarsi frenare da nessuno, dando vita a un’opera di più forme, che sfugge a ogni definizione univoca.
<<È proprio avere idee pulite c’è il bisogno di cambiare>>, afferma l’artista. E proprio la censura vissuta nel 1909 dall’opera di Picabia, censura di cui Paesaggio rappresenta una luminosità testimonianza, inaugura uno dei percorsi più belli e imprevedibili della storia dell’arte.
In occasione di questo doppio appuntamento tra Roma e Milano, Villa Medici organizza per martedì 13 ottobre un incontro pubblico con Anne Berest Picabia e Arnauld Pierre, storico dell’arte, professore alla Sorbonne Université e autore di testi di riferimento su Francis Picabia. L’incontro si propone di indagare i legami tra Francis Picabia e Francois Morellet (Cholet, 1926-20169), maestro dell’astrazione, a cui Villa Medici dedica ugualmente una mostra in autunno.











