di Roberta Varsavia
Alla fine dello scorso millennio, anno 1999, usciva al cinema un film destinato a fare la storia del suo genere di appartenenza: La mummia. Al contrario di oggi, allora si sperimentavano ancora tante nuove saghe destinate a diventare leggendarie. Niente remake, reboot o sequel infiniti di titoli che portano sulle spalle tre o quattro decenni di storia. Tra le novità più impattanti di allora prima della mummia ci fu il proprio il film con Brendan Fraser e John Hannah. Una pellicola che strizzava l’occhio agli amanti di Indiana Jones, che avevano in comune lo stesso spirito avventuroso per le scoperte storiche e non solo.
Nel film “La mummia” invece gli spettatori furono trasportati negli anni ’20, nella città di Hamunaptra, dove un antico nemico minaccia un gruppo di esploratori durante le loro ricerche archeologiche.L’egittologa Evelyn spinta dalla conoscenza di quell’epoca ormai passata è pronta per la scoperta di antichi reperti tra pergamene, oro e gioielli; altri archeologi invece, affaristi, volevano impadronirsi delle ricchezze di questo antico mondo.
Lei insieme a suo fratello Jonathan si erano innamorati dell’Egitto grazie a loro padre, famoso esploratore e studioso della letteratura di quella antica società; e così decisero così di intraprendere questa nuova avventura, tra misteri e scoperte di questa società ma anche tra tanti pericoli.











