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I Fantastici 5: lo sport paralimpico raccontato in tv con Raoul Bova protagonista

di FRANCESCA CITRO & GRAZIANO CONCILIO

Ha preso il via da mercoledì 17 gennaio per poi concludersi il 31 gennaio su Canale 5 la nuova serie tv, i Fantastici 5, che guarda il mondo dello sport dal punto di vista di un atleta diversamente abile.

Raul Bova è il protagonista e interpreta l’allenatore di un gruppo di atleti paralimpici quindi si osserva il mondo dello sport dal punto di vista di un atleta diversamente abile senza dimenticare mai che la cosa più importante è essere felici, perché, pur essendo lo sport equo e capace di salvare, a volte può diventare un’ossessione sotto il peso delle pressioni degli altri.

È andato in onda in quattro prime serate per la regia di Alexis Sweet e Laszlo Barbo. Chi di voi ha seguito la fiction conosce già la storia di Riccardo Bramante che si dice essere il protagonista per l’appunto interpretato da Raul Bova, io invece credo che i veri protagonisti siano stati i quattro atleti con le loro storie di vita e ad oggi voglio concentrarmi sulla storia di Marzia, una ragazza non vedente che prima di diventare tale voleva essere una tennista e veniva allenata dal padre.

Il padre ogni volta che sbagliava un tiro con la racchetta la picchiava ed un giorno la ragazza per sfuggire alle violenze si allontanò andando ad ubriacarsi fin quando ubriaca non cade in una piscina per poi svegliarsi all’improvviso non vedente in un letto di ospedale. Ovviamente il corpo di Marzia era pieno di lividi, lei non ha mai denunciato la violenza fino al giorno in cui la stessa sorte non capita alla sorella e lei per salvarla, anche grazie all’aiuto del suo allenatore, trova il coraggio di denunciare il padre. Se oggi ripercorro questa storia non è per raccontarvi nuovamente una parte della fiction ma per porre l’accento ancora una volta su un tema affrontato già varie volte ma che purtroppo ad oggi è ancora tanto attuale ovvero la violenza sulle donne tra le mura domestiche perché purtroppo ancora oggi ci sono donne che non hanno il coraggio di denunciare spesso pagando il tutto con la loro stessa vita.

Ad oggi sto scrivendo il pezzo sperando di sensibilizzare chi ancora fa finta di non vedere restando in disparte e purtroppo in silenzio ma spero anche che tra le tante donne che subiscono violenza e non denunciano ce ne sia almeno una che nel frattempo abbia trovato il coraggio di farlo proprio come alla fine della fiction ha fatto Marzia. La mia speranza è che in futuro nella società, che come spesso mi piace ricordare siamo noi, ci siano più donne come Marzia che credono nell’amore vero e che si fanno spingere da questo per vivere un domani in un mondo più giusto dove finalmente venga allontanata e condannata ogni forma di violenza.

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