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Salerno: il Campo 24 Maggio 1999 diventa la casa dello sport

Il cuore degli sportivi salernitani batte in periferia. Nel quartiere Sant’Eustachio, per la precisione. Da qualche settimana, infatti, il campo “24 Maggio 1999” sta ospitando, nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza sanitari previsti, ben tre associazioni sportive dilettantistiche, in rappresentanza di altrettanti sport di squadra: oltre al rugby, praticato dalla società che gestisce l’impianto, la Zona Orientale Rugby Popolare, hanno trovato spazio anche il softball (una variante del baseball) e il football americano grazie all’ingresso dei Seagulls e dei Renegades.

Un risultato reso possibile dalla sinergia con la Parrocchia di Sant’Eustachio, concessionaria del campo a scopi sociali, e dall’encomiabile lavoro svolto, in poco meno di 12 mesi, dai rugbisti e dalle rugbiste della Zona Orientale, che hanno riqualificato e restituito agli sportivi e alla cittadinanza tutta il “24 maggio 1999”, un campo che, nonostante la cronica carenza di strutture sportive a Salerno, versava in stato di abbandono dal 2016. L’intervento di rigenerazione sportiva e sociale, che ha trovato terreno fertile a Sant’Eustachio, si inserisce in una strategia più ampia, finalizzata al contrasto della povertà educativa e in generale al disagio sociale che affligge i quartieri periferici, come ha evidenziato di recente l’indagine pilota condotta dalla squadra di rugby tra le famiglie che si sono rivolte alla Caritas parrocchiale di S. Eustachio durante i mesi più duri dell’emergenza Covid. A tal fine sono state avviate inoltre le attività di minirugby a titolo gratuito, in cui si propone una metodologia di allenamento incentrata sui bisogni della persona e dell’atleta e basata sullo sviluppo delle competenze, soprattutto per bambini e bambine, piuttosto che sul perseguimento del risultato.

“Il nostro progetto nasce con l’obiettivo di garantire, attraverso la pratica dell’autogestione, il diritto allo sport a tutte e tutti, soprattutto bambini/e e ragazzi/e, e aprire nuovi spazi in città per lo sport di base – dichiara Davide Montefusco, presidente del sodalizio rugbistico – Per questo, i nostri allenamenti sono gratuiti, non ci concentriamo esclusivamente sull’aspetto agonistico ma privilegiamo la socialità e lo stare insieme. Siamo impegnati inoltre anche sul piano sociale e culturale promuovendo i valori fondanti della squadra: antifascismo, antirazzismo e antisessismo. Tra le numerose iniziative organizzate, di recente abbiamo realizzato al “24 maggio 1999”, in collaborazione con la cooperativa sociale “Insieme”, un campo estivo destinato a bambini dai 6 agli 11 anni. Una menzione speciale va infine al nostro settore femminile, letteralmente esploso negli ultimi anni: gli allenamenti delle “barbare” vedono ormai la partecipazione di circa venti atlete”.

“E’ una grande opportunità quella offertaci dalla Zona Orientale Rugby. Poterci allenare al campo XXIV Maggio – afferma Mario Pironti, allenatore sia dei Seagulls che dei Renegades – ci permette di radicarci sul territorio in quartieri periferici, e di diffondere tra i ragazzi e le ragazze nuove discipline sportive come il baseball, il softball e il football americano, dando loro la possibilità di esercitare il diritto allo sport, quello vero, quello di squadra che appassiona, affascina ed insegna valori, regole, principi di cui far tesoro anche nella vita di tutti i giorni”.

Si delinea quindi un nuovo assetto sportivo e sociale in città: mentre la zona orientale di Salerno si è arricchita di un importante punto di riferimento per gli sport di squadra all’aperto, le immagini diffuse recentemente in rete mostrano – purtroppo – lo stadio Vestuti, antico tempio dello sport salernitano, in condizioni sempre più pietose. Urge quindi alimentare un dibattito cittadino per avviare una seria politica di promozione dello sport di base, cioè quello praticato da bambini/e e adolescenti, che comprenda la riqualificazione delle strutture cittadine, ormai obsolete, l’apertura di nuovi spazi per la pratica sportiva e la valorizzazione delle esperienze virtuose di gestione.

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