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Zaha Hadid: dalla Stazione Marittima all’architettura di lusso

Stazione Marittima

di MARINELLA MARINO

Estro, innovazione, lusso. Così si potrebbe riassumere la concezione dell’architettura per Zaha Hadid nata a Baghdad, in Iraq, il 31 ottobre 1950. La filosofia di Zaha Hadid: concepisce il design non come un’impronta personale da lasciare nel mondo, ne come forma di auto-appagamento, bensì come un modo per affrontare le sfide e le opportunità del XXI secolo.

Per Zaha Hadid l’architettura ‘”deve contribuire al progresso della società e al benessere individuale e collettivo”. Gli edifici costruiti secondo la filosofia di Zaha Hadid e del genio del suo studio, Zaha Hadid Harchitects, potrebbero a volte sembrare trionfali, fantasmagorici e eccessivamente vistosi, ma si rifanno tutti alla funzione base dell’architettura ovvero semplificare e rappresentare la quotidianità.

La biografia di Zaha Hadid ci restituisce una figura controversa che suggerisce soluzioni spesso controcorrente, come rendere pedonali alcune ampie strade di Londra per ridurre i problemi di inquinamento e sicurezza. E anche i progetti di Zaha Hadid Harchitects per la realizzazione di due torri altissime a Vauxhall hanno trovato consensi ed opposizioni in egual misura. Progettazioni ardite, sogni non realizzati e capolavori diventati celebri in tutto il mondo, questo e tanto altro è lo stile universalmente riconosciuto di Zaha Hdid, che dalla sua morte, avvenuta nel marzo 2016, l’ha resa definitivamente leggendaria. Tra le sue opere ricordiamo: la Stazione Marittima a Salerno, il London Acquatics Centre, La Torre Hadid, ”The Peak”, ad Hong Kong. Il mantra di Zaha Hadid: ”Form follows function, ovvero la forma segue la funzione.”

 

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