di Santa La Marca
Sono passati 10 anni dal terremoto che colpì i Paesi dell’ Appennino: Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria – in particolare il borgo di Amatrice – dove persero la vita 299 persone e 365 furono i feriti mentre 40.000 furono gli sfollati. Fu una grande calamità per tutti gli abitanti che non si persero d’animo nella opera di ricostruzione e ripristinare una vita lavorativa sociale e produttiva. Infatti il ripristino di questi territori – come accade spesso in questa situazioni – è complesso anche a livello emotivo, in quanto appare devastante pensare di poter ricominciare d’accapo senza quasi nessuna risorsa.
Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, in occasione del decimo anniversario della tragedia, ha voluto cosi sottolineare l’ importanza delle attività di ricostruzione, non solo fisica ma anche emotiva: “Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia”.











