di Antonio Zito
Le prese di posizione dei contendenti che si oppongono nella guerra tra USA-Israele e Iran ormai si riversano continuamente sulle agenzie di stampa di tutto il mondo. Ma a giudicare dai fatti concreti poche notizie sono certe e cioè che la tregua negli interventi degli alleati USA-Israele in Iran si mantiene solo a prezzo di una stagnazione diplomatica in cui Trump e i suoi portavoce sbandierano continuamente successi nelle trattative di pace che l’Iran puntualmente nega.
Ma quali sono i punti chiave per l’accordo? Punto primo l’arma nucleare e quindi l’uranio arricchito nell’Iran, che per gli alleati è irrinunciabile. Ma anche la ripresa del transito attraverso lo stretto di Hormuz con in quale l’Iran ricatta la comunità internazionale e occidentale in particolare. D’altro canto Israele continua la guerra in Libano con la pretesa della sicurezza dei suoi confini, dagli attacchi dei terroristi con missili dal sud del Libano, cosa che i governanti iraniani considerano irrinunciabile per la pace.
Quindi una situazione di stallo in cui non si vede per ora una via di uscita onorevole per tutti e due i concorrenti. Importante sarebbe l’opera di mediazione dell’Europa e della Cina ma la prima è insignificante dal punto di vista politico e l’altra non si sbilancia.











