di Sara Lepore
“Rental Family” è una commedia commovente sulla capacità di mettersi nei panni delle altre persone, percependo emozioni e pensieri. Il film è uscito lo scorso 19 febbraio nelle sale italiane. La pellicola è scritta e diretta dalla giapponese Hikari, con protagonista Brendan Fraser che torna a emozionare dopo la prova da Oscar nel film “The Whale”.
La regista nipponica sceglie di far combaciare il punto di vista del suo personaggio con quello del pubblico: il racconto è ambientato nella Tokyo contemporanea e narra la storia di Philip Vandarpleog (interpretato da Brendan Fraser),un uomo solo, che vive da sette anni in un Paese che non è il suo, e dalla finestra osserva le vite degli altri, piene di emozioni e di relazioni sociali. Quando gli propongono di fare il figurante familiare a “noleggio” per dei perfetti sconosciuti, storce il naso e avanza dubbi morali; però quando inizia a farlo capisce una cosa importante. Infatti il protagonista della pellicola percepisce che la vita diventa più colorata quando si riesce ad aiutare il prossimo, al di là di ogni moralismo. C’è chi ha bisogno di noleggiare una persona per solitudine, chi affitta uno sposo per accontentare genitori tradizionalisti e guadagnarsi la libertà di amare chi vuole, chi cerca un padre per poter iscrivere la propria figlia a una delle scuole più prestigiose e selettive di Tokyo, chi chiede di poter assistere un padre malato di Alzheimer, che è anche un attore famoso.
Il tutto raccontato in chiave di commedia, intesa nel senso originario di genere onnicomprensivo capace di abbracciare ogni tipo di sentimento, anche lo sconforto più totale. Il confine tra il mentire e l’aiutare si polverizza a ogni scena, i dilemmi etici emergono accanto all’urgenza di fare qualcosa di concreto per gli altri.











