di Antonio Zito
Circa un quinto del gas naturale liquefatto mondiale, proveniente principalmente dal Qatar, transita attraverso lo stretto di Hormuz. Questo punto nevralgico su cui domina geograficamente l’Iran è ora divenuto importante non solo per il commercio globale ma anche per quello europeo e italiano in particolare. E il motivo è che l’Europa, quella politica, non è a differenza degli Stati Uniti autonoma dal punto di vista energetico, importando gran parte del suo fabbisogno di petrolio, gas, e quant’altro.
Una crisi che durasse pochi mesi farebbe crescere i prezzi di questi generi alle stelle e già adesso c’è stata una impennata dei prezzi. L’autonomia energetica derivante dalla transizione alle altre fonti di energia, in particolare quella solare e quella nucleare, sono ancora soprattutto per l’Italia ancora lontane e l’immediatezza degli avvenimenti del Golfo di questi giorni non lascia sperare niente di buono. Anche se l’Iran tramite i suoi portavoce assicura che suo bersaglio sono solo le navi americane e israeliane il transito attraverso lo stretto di Hormuz è praticamente bloccato.
Le navi che sostano ai lati dello stretto sono ormai migliaia con i premi delle assicurazioni, prima fra tutte i LLoids di Londra, che vengono già pagati agli armatori. Anche se il commercio colpito è anche quello cinese che pure di lì transita nei due sensi, queste nazioni sono più autonome degli europei. Né il Governo Né l’opposizione hanno fini ad ora trovato soluzioni a questo problema per l’Europa e per l’Italia in particolare e la via diplomatica è per ora bloccata.











