di Marinella Marino
Se l’ictus cerebrale si verifica in un’area del cervello che controlla la parola, può causare afasìa, definita come un’incapacità o una difficoltà nel produrre e comprendere il linguaggio, ma può coinvolgere anche la lettura e/o la scrittura e quindi tutta la comunicazione. Sebbene molte persone colpite da ictus possono osservare dei progressi nel recupero delle proprie capacità linguistiche, per altre le difficoltà possono perdurare nel tempo. In questa fase cronica della malattia, le persone con disabilità spesso non ricevono più un trattamento riabilitativo/logopedistico, sebbene questo possa essere ancora efficace, vivendo così un profondo sentimento di esclusione sociale. Questa situazione ha un forte impatto anche sulle loro famiglie, che si trovano ad affrontare un notevole carico assistenziale e a dover adattare la loro vita personale e lavorativa alla nuova realtà.
Negli ultimi anni c’è stato un crescente interesse per l’arte terapia da integrare con gli interventi di logopedia ‘’tradizionale’’. Le arti dello spettacolo, come il canto ed il teatro, sono state, infatti, come una preziosa opzione terapeutica grazie al loro ruolo nel facilitare l’interazione umana ed il benessere emotivo. La terapìa teatrale, in particolare, come definito dalla North American Drama Therapy Association, è l’uso sistematico ed intenzionale dei processi drammatici per aiutare l’individuo a compiere cambiamenti emotivi e/o comportamentali. Questo approccio fornisce ai partecipanti l’opportunità di sperimentare modalità di comunicazione alternative al solo utilizzo della parola, come i gesti, la mimica e l’espressione corporea.
Lo scopo finale è quello di potenziare le abilità cognitive e pragmatiche, di incoraggiare l’interazione sociale e ridurre l’isolamento. Le dinamiche di gruppo che si creano fanno si che la teatro-terapia rappresenti a tutti gli effetti una parte fondamentale della guarigione e del processo terapeutico.
Il teatro mette a disposizione un grande ventaglio di strumenti espressivi che consentono di esplorare e far emergere le diverse abilità comunicative motorie ed emotive, rappresenta, quindi uno strumento utile ed efficace per la neuroriabilitazione grazie all’impatto considerevole sull’attività cerebrale. Si cerca di restituire alle persone pezzi di vita quotidiana o frammenti di storia personale con l’obiettivo di recuperare ricordi e conoscenze.


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