di Delva Della Rocca
“L’umanità avrebbe già varcato la soglia della cosiddetta Singolarità tecnologica” queste sono state le parole di Elon Musk. Un punto oltre il quale lo sviluppo dell’AI procede con una velocità tale da rendere impossibile tornare indietro. Nella sua visione, l’accelerazione di algoritmi, potenza di calcolo e disponibilità di dati sta portando a sistemi sempre più autonomi e capaci, con effetti destinati a riflettersi sull’economia, sulla sanità e sull’organizzazione della società. Il 2026, dice, sarà un anno chiave, perché segnerà l’ingresso dell’AI e della robotica in diffusione su larga scala.
Una parte centrale di questo scenario riguarda Optimus, il robot umanoide sviluppato da Tesla; Musk lo ha definito il prodotto più importante mai realizzato dall’azienda, attribuendogli un potenziale superiore a quello delle automobili elettriche.
La terza generazione di Optimus, attesa nei primi mesi del 2026, dovrebbe introdurre miglioramenti nella destrezza delle mani e nella precisione dei movimenti. L’obbiettivo è avviare la produzione di massa già ad aprile con numeri che potrebbero arrivare a milioni di unità all’anno. Secondo Musk, questi robot saranno in grado di svolgere compiti complessi in ambito industriale e medico, aprendo la strada a un accesso più ampio alle cure avanzate.
Contemporaneamente anche Neuralink si prepara a un passaggio importantissimo e proprio nel corso del 2026 dovrebbe partire la produzione degli impianti cerebrali con procedure chirurgiche sempre più automatizzate. Tra i progetti più ambiziosi c’è Blindsight, pensato per restituire la vista anche a persone non vedenti dalla nascita. Musk insiste sul fatto che la ricerca debba essere guidata da curiosità e ricerca della verità, elementi che permetteranno di trasformare l’automazione avanzata in una fonte diffusa di prosperità.


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