di Luca Boffa
Il Papa è giunto oggi in Turchia come tappa iniziale del suo primo viaggio apostolico in terra straniera (la seconda meta sarà il Libano). Il Pontefice ha incontrato le autorità civili del Paese, con in testa il presidente Erdogan; il primo appuntamento è stato quella della commemorazione di Ataturk, ovvero il leader politico che ha modernizzato la Turchia dopo la prima guerra mondiale, evento svoltosi nel mausoleo che ospita la sua tomba.
Il Papa ha inoltre tenuto un discorso nella Nation’s Library, ovvero la biblioteca nazionale turca che è la più importante del paese; il discorso è stato incentrato anche sul tema dell’ambiente e quindi sul rispetto della natura in quanto creata da Dio.
L’importanza di questo viaggio risiede anche in un anniversario importante: sono infatti trascorsi 1700 anni dal Concilio di Nicea, tenutosi nell’omonima città anatolica (come allora era definita la penisola turca); il documento di Nicea ha definito la religione cristiana e fu guidato come evento dall’imperatore romano Costantino, che si battezzò solo in punto di morte. Il concilio ha definito la religione cristiana dal punto di vista dottrinale, mentre per il canone dei Vangeli ed altri testi biblici bisognerà aspettare il concilio di Roma del 382, guidato dal santo papa Dàmaso.
Per tornare in tema uno dei motivi per cui Papa Leone XIV ha deciso di fare questo viaggio è la promozione della pace in Medio Oriente e nel mondo in genere; in conclusione è un viaggio apostolico che vuole dare un messaggio di speranza non solo alla zona medio orientale ma anche al mondo intero.


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