di LUCA BOFFA
La festa di uno dei santi cattolici più amati ovvero San Francesco di Assisi tornerà ad essere festa nazionale con una nuova legge a partire dal 4 ottobre del 2026, saranno chiusi scuole e uffici pubblici in tutto il paese, per la premier Meloni Francesco di Assisi è un santo in cui si riconoscono tutti gli italiani e quindi vale la pena di rivitalizzare questa festa nazionale, più critico Gian Antonio Girelli del PD che critica questa legge non per una questione di laicità dello stato ma per la questione etica che l’attuale governo sembra incoerente con i valori francescani.
La festa di San Francesco fu abolita nel 1977 ed è stata rivitalizzata in occasione dell’anno prossimo a 800 anni della morte del santo fondatore dei francescani, è un santo medievale dalle mille sfaccettature dal rapporto con la natura ben espresso dal Cantico delle Creature al famoso dialogo col sultano Malik al Kamil durante la quinta crociata in Egitto e nipote di Saladino, questo incontro è considerato parte della storia del dialogo tra cristianesimo e mondo islamico.
Per tornare in tema della festa la legge che approva l’evento è stata già approvata ma entrerà in vigore dal 1 Gennaio del 2026 anche se non è ancora apparsa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Per concludere ad esprimersi positivamente c’è anche Antonio Balboni dello stesso partito della Meloni ovvero Fratelli d’Italia che ha dichiarato che San Francesco è un santo che incarna i valori della pace e della fratellanza universali.
È uscito il nuovo libro di Alessandro Barbero su su San Francesco d’Assisi che si Intitola San Francesco ed edito da La Terza ed è uscito il 16 settembre 2025, narra le complessità storiche legate al santo, il libro affronta il santo in questione sia dal punto di vista religioso che storico laico, un altro libro è quello di Aldo Cazzullo sempre su San Francesco dal titolo Francesco, il primo italiano che come il libro di Barbero affronta il santo sia sul profilo religioso che storico laico.


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