di Roberta Varsavia
Dal 29 settembre una tempesta magnetica si è manifestata nell’orbita, inizialmente con la classe G1, la più bassa, ma nelle prime ore del 30 settembre ha raggiunto la classe G3 nella scala che arriva fino a G5, come comunica il Centro di previsione meteorologica spaziale dell’agenzia statunitense Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration).
Eventi come questi possono causare problemi alle reti elettriche nell’orbita e cambiamenti di rotta nei sistemi di navigazione satellitare.
“La tempesta è attiva già da ieri con una intensità bassa di circa G3 – parole di Mauro Messerotti, ricercatore universitario di Trieste – e sperando che si mantenga così anche nelle prossime ore”.
“Il fenomeno si è scatenato a causa di una espulsione di materia sotto forma di plasma, associata a brillanti solari attirati verso la superficie solare”.
Nei giorni scorsi si sono avvistati molti brillamenti solari nell’Universo, ne ha parlato il professore e ricercatore Messerotti, precisando che si tratta di turbolenze cosmiche molto forti fino a toccare la classe M, ossia la classe quarta in questo ordine di potenza.











