di Antonio Zito
Oggi 29 settembre il Presidente americano Trump in un post su Truth si è scagliato contro chi gira film fuori dagli Stati Uniti minacciando dazi del 100% contro di loro. Inoltre ha minacciato
anche i produttori di mobili all’estero con analoghe conseguenze.
Queste due questioni vanno però esaminate separatamente perchè avvengono in due contesti storici diversi . Per la questione dei film va ricordato cosa è stato ed è ancora oggi l’industria cinematografica americana che è così potente da essere conosciuta in tutto il mondo e perciò sorprende questa sua preoccupazione.
Anche se questa specie di protezionismo che propaganda lui e il suo partito nei vari campi dell’economia è ormai conosciuto da tutti. Sembra però che in questo campo il suo affondo sia però sbagliato perchè ormai si sa che gli spettatori dei film a cinema dopo l’introduzione dei social e dell’AI va calando lì come da noi.
La crisi del cinema che Trump non nomina va quindi ricercata nei cambiamenti tecnologici avvenuti in questi ultimi anni, e non nel mercato europeo che subisce la stessa crisi e tantomeno in quello cinese che è ancora alle prime armi. Diverso è invece il caso dei mobili per i quali ha portato l’esempio della industria della North Carolina danneggiata dal commercio estero con la Cina in un campo in cui può dare filo da torcere.


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