di LUCA BOFFA
L’Ungheria ha ricevuto la maglia nera dall’Unione Europa per violazione dei diritti umani, la colpa è ovviamente del governo di Orban giudicato assai conservatore per essere un governo di uno stato di diritto, secondo il rapporto UE che ha conferito maglia nera al paese di Orban l’Italia non è messa meglio in quanto è un paese dove secondo gli standard europei mancherebbe di pluralità di opinione al livello mediatico e quindi della pluralità di informazione, c’è poi il problema del conflitto di interessi si pensi agli imprenditori politicizzati di cui è pieno il nostro paese.
Oltre ai media italiani l’UE ha bacchettato anche il tanto discusso DDL Sicurezza che secondo gli standard europei sarebbe contrario alla democrazia, la legge in questione in ambito italiano è ufficialmente nata per contrastare terrorismo e crimine organizzato nel contesto del nostro paese.
Da notare che l’Ungheria è un paese che nel corso del novecento ha conosciuto due ideologie totalitarie senza che si sia emancipata da esse, basti pensare al fascismo vissuto dal paese durante il secondo conflitto mondiale specie col governo delle Croci Frecciate oppure dopo la seconda guerra mondiale l’instaurarsi del regime comunista che come tutti i governi comunisti in est Europa si tramutarono in feroci dittature sostenute dall’URSS, si pensi ad episodi storici di repressione politica assai feroci da quelle parti come la Primvera di Praga in Cecoslovacchia oppure alla rivoluzione ungherese del 1956 in cui si ribellarono gli ungheresi sempre per rimanere in ambito del paese in questione.
Per tornare all’attualità bisogna pensare che nonostante questi problemi l’Italia ha una tradizione di democrazia più forte rispetto a un paese come l’Ungheria in quanto la nostra costituzione ha basi che potrebbe definire non solo antifasciste ma anche anti totalitarie in genere. Per finire crediamo che l’Italia può evitare un ritorno ala dittatura mentre per l’Ungheria avendo conosciuto due tipi di dittature può essere difficile una sana democrazia a differenza della nostra Italia.


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