di Marinella Marino
L’uso della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale come ausilio per la diagnosi dei disturbi mentali era in voga fin dagli anni 70. In quel periodo supportava il clinico nell’identificazione delle caratteristiche dei sintomi della malattia per rendere più accurato e preciso il processo di formulazione della diagnosi. Alla fine del secolo scorso i primi programmi (chatbot) sperimentati in un ambito psicologico erano in grado di rispondere ad un interlocutore che, più o meno consapevole di trovarsi davanti ad un’interfaccia software automatizzata, riceveva ascolto e suggerimenti, cercando di simulare la comunicazione tra due esseri umani.
Da allora, la tecnologia la tecnologia ha fatto molti passi in avanti e oggi l’obiettivo dell’intelligenza artificiale nella cura della psicopatologia è ancora più ambizioso: affiancare la chatbot con agente conversazionale (CA) alla modalità tradizionale di effettuare la psicoterapia. Tutto ciò avrebbe lo scopo di rendere più efficace il trattamento psicoterapeutico nella cura di alcuni tipi di patologia. Ad esempio, studi sperimentali, dimostrano che l’uso della CA sembrerebbe molto utile per migliorare il riconoscimento e l’espressione delle emozioni nei pazienti affetti da autismo, alessitimia e schizofrenia grazie all’impiego emotivo (uso di immagini che esprimono emozioni) affiancato a quello verbale in psicoterapia.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel campo della salute mentale impone una riflessione sulla complessità etica e deontologica di tale questione, considerando sia i vantaggi che i limiti che l’impiego del machine learning così come è inteso oggi apporterebbe nella diagnosi e nella cura dei disturbi mentali. La tecnologia potrebbe aiutare lo svolgimento della fase diagnostica considerare una parte dell’iter confinata in un contesto preciso ed orientata verso una patologia o un paziente specifico. L’intelligenza artificiale non sarebbe una sostituta dell’essere umano nel ruolo del clinico, ma uno strumento a disposizione dello psichiatra o psicoterapeuta del quale avvalersi.


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