di DELVA DELLA ROCCA
Sono trascorsi ben 100 anni: alle 21 del 6 ottobre del 1924 venne trasmessa in Italia per la prima volta una trasmissione radiofonica. Da uno studio di piazza del Popolo a Roma, in un lunedì, fu trasmesso via radio un concerto di musica classica presentato da un breve annuncio. La durata fu di un’ora e mezza in tutto e diede inizio alla storia della radio italiana. In Italia le prime trasmissioni radiofoniche sperimentali risalgono al 1923. In pochi mesi Costanzo Ciano, ministro delle poste del governo di Benito Mussolini, diede la concessione per altre sperimentazioni proprio a Guglielmo Marconi e nell’agosto del 1924 venne fondata L’Unione Radiofonica Italiana(URI) a cui poi il governo assegnò il monopolio sulle trasmissioni radiofoniche.
Tra l’altro Mussolini tenne il suo primo discorso radiofonico alla popolazione nell’ottobre del 1926 nell’ambito della cosiddetta ” battaglia del grano”. Fino agli anni Settanta la storia della radio in Italia fu legata prima al fascismo e poi alla Radiotelevisione Italiana, cioè la Rai. Nel 1951 sulla Rete Rossa (l’attuale Rai Radio 2)venne trasmessa in diretta la prima edizione del Festival di Sanremo; nel 1959 cominciò ad andare in onda “Tutto il calcio minuto per minuto”, trasmissione che raccontava in diretta il campionato di calcio italiano che esiste ancora oggi. In occasione dei cent’anni della prima trasmissione radiofonica in Italia sono stati organizzati vari eventi, tra cui una cerimonia in Senato (a Palazzo Madama, la sede del Senato, sono esposti documenti d’archivio e apparecchi dell’epoca nella mostra dedicata a Marconi, inventore della radio). e un docufilm trasmesso dalla Rai.
Alla stessa medesima data si collega la storia raccontata dal docufilm della Rai, che parla della nascita di un bambino, Giacomo Curtoni, nato proprio alle ore 21 del 6 ottobre del 1924. Mentre Giacomo si affacciava al mondo, la radio trasmetteva per la prima volta. La storia viene narrata nel film scritto e diretto da Pupi Avati, “Nato il 6 ottobre”, andato in onda martedì 8 ottobre in prima tv e disponibile on-demand su RaiPlay, nel quale emergono le emozioni che la radio regala attraverso la voce fuori campo di Giacomo: un bambino il cui padre se n’è andato subito dopo la sua venuta al mondo.
La sua tristezza la cura proprio con la radio. Ascoltare la musica lo aiuta a sopportare le difficoltà dell’infanzia così le note insieme alle parole degli speaker sostituiscono le cure e il calore che la vita non gli ha regalato, facendo diventare la radio un pezzetto di famiglia, una persona cara, un’amica. Questo sentimento di riconoscenza verso lo strumento radiofonico è così forte che, nel 1934, dopo aver ascoltato in salotto insieme alla sua famiglia la finale di calcio Italia-Cecoslovacchia che regalò al nostro paese la prima Coppa del Mondo, decide di scrivere una lettera di ringraziamento indirizzandola proprio alla sede della Eiar (nuova denominazione dell’URI). Quella lettera farà un lungo viaggio arrivando fino ai giorni nostri attraversando insieme alla radio le tappe più importanti della storia d’Italia, con immagini e documenti sonori originali.


Comment here