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Figc: campionati sospesi fino al 14 giugno

di MATTEO VICINANZA

Non ci saranno eventi sportivi fino al 14 Giugno, rimane confermata l’ipotesi di una ripartenza ritardata ed abortita della Serie A per il 13 Giugno. Le continue riunioni ed assemblee ed i rinvii e le difficoltà a trovare un accordo da condividere tutti insieme sul protocollo sanitario rischiano di lasciare fermo il campionato. Una possibile data per la ripartenza del campionato della massima serie sarebbe quella del 20 Giugno considerando alcuni ripensamenti anche se la Uefa ha deciso di chiudere tutti i campionati Nazionali entro la data del 3 Agosto. Molto difficile sarà disputare per la data del 3 Agosto tutte le 12 giornate che restano da disputare insieme ad alcuni recuperi e senza tener conto delle semifinali di ritorno e della finale della Coppa Italia.

Rispunta un’ipotesi che è stata temuta da tutti perché potrebbe portare delle modifiche alle regole di una stagione che è partita con una formula che sarebbe quella del girone all’italiana, destinata ad essere chiusa con il regolamento sportivo molto diverso, viste le cinque sostituzioni che sono già state approvate a livello Europeo. Si starebbe parlando dei playoff, un termine che non piace agli appassionati di calcio, nonostante da qualche anno a questa parte il termine playoff viene usato dalla Serie B in giù. La Figc sta pensando ad una modifica del format che porterebbe una limitazione di 10 squadre che sono coinvolte invece di 12 squadre come era stato pensato in un primo momento dalla Figc. Quattro sarebbero le squadre che si giocherebbero lo scudetto e sono: Juventus, Lazio, Inter e Atalanta, lasciando fuori il Napoli e la Roma, mentre le ultime sei squadre che lotterebbero per non finire nel vortice della retrocessione sono: Torino, Sampdoria, Genoa, Lecce, Spal e Brescia. La sede di queste gare sarebbero gli impianti sportivi delle regioni del Centro-Sud. Il progetto da attuare non è semplice perché potrebbe trovare una forte opposizione da parte di alcune società sportive che gestiscono gli impianti sportivi nei quali dovranno essere disputate le gare delle squadre che non vorrebbero finire nel vortice della retrocessione portando così un ulteriore ritardo di questa tribolata stagione calcistica e aumentando le possibilità di poterla chiudere in anticipo pur senza disputare e giocare le gare.

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